::::::::::::::::::::::TRIBALEGLOBALE::::::::::::::::::::

Globalizzare le opportunità, le risorse, le espressioni artistiche dei popoli

Non esiste solo la globalizzazione dei mercati. Ci sono i popoli, fatti di persone con la loro memoria, le loro peculiarità artistiche, culturali e di vita quotidiana.

Queste differenze possono essere un problema o una opportunità.Ciò che fa la differenza è essere disponibili a conoscere le diversità,, orgogliosi delle proprie appartenenze (tribalismi?) e curiosi verso quelle degli altri, pronti a stupirsi, in un cammino che parte dal territorio e dalle sue articolazioni più autentiche, usando il linguaggio universale dell’arte per iniziare a costruire un sentire comune che consenta agli uomini di vivere e crescere in pace.

PICCOLO è BELLO

Tante marginalità (territoriali, culturali, sociali) interconnesse tra loro grazie ad un comune pensiero positivo forte diventano una formidabile opportunità e una occasione per crescere nel rispetto dei propri modelli di vita e delle proprie tradizioni,anche grazie al fatto che la globalizzazione semplifica la comunicazione e rende disponibile in modo autenticamente capillare un bagaglio di conoscenze impensato prima della diffusione di internet:le appartenenze ritornano ad essere nella dimensione del “villaggio”, ma hanno l’opportunità di dialogare con il mondo intero .

Un progetto tribaleglobale non può prescindere dall’attenzione verso alcuni elementi di fondo:

la valorizzazione delle memorie , con una attenzione particolare all’esistenza di archetipi culturali spesso simili in modo straordinario.

La creazione di reti di luoghi omogenei per affinità storiche, ambientali , culturali o sociali,( in qualche modo tutte “marginali”) ma ricche di potenzialità proprio generate dalla memoria.

La contemporaneità e l’interscambio tra le proposte culturali, sezioni autonome ma complementari di un disegno più generale.

La contaminazione tra contenuti “di tradizione ” e tecniche espositive innovative , a cominciare dall’uso più attento di internet.

Il linguaggio è quello dell’arte, intesa come “luogo di memorie”: l’obiettivo è quello di generare emozioni prima che informazioni. La noia mortale che producono certi musei “imbalsamati” in una ridda di notizie poco comprensibili uccide lo stupore che un’opera d’arte genera.

Il sistema è quello di ricercare ed evidenziare “archetipi”, comuni denominatori che rimandano ad una tensione verso l’Altro, il Mistero della vita presente in ogni tempo e sotto ogni latitudine. Ci sarà un motivo se certe sculture africane fanno d’istinto pensare alla statuaria sarda, se le ceramiche gialle del Sahara sono difficilmente distinguibili da quelle di Albisola, se il linguaggio musicale dei popoli corsi, sardi, occitani evoca sonorità comuni al popolo Ashanti da cui peraltro deriva Bob Marley e alla musica dei neri d’America!

Il nostro cammino cercherà di essere tribaleglobale anche dal punto di vista dell’intreccio tra le diverse espressioni artistiche: le arti visive , la musica, la danza, la gastronomia e quant’altro , perché è difficile che una esperienza percettiva escluda qualcuno dei sensi di cui siamo dotati. Cercherà anche di valorizzare la dimensione tecnologica che ha reso il mondo appunto un villaggio globale, mettendo le innovazioni al servizio di un’idea e della sua efficace comunicazione.

Quindi tribaleglobale nasce per essere un laboratorio permanente di ricerca e proposta, in grado di produrre eventi che di anno in anno consentano di allargare gli spazi di conoscenza e di valore delle singole realtà, e della loro sintesi.

La prima formidabile occasione è -GENOVA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA-

Sono evidenti le sinergie : la storia di Genova, di fatto storia ligure per molti secoli, è intrisa di contaminazioni di altre culture, non solo del Mediterraneo, ma è segnata da una orgogliosa appartenenza; è tutto sommato una storia di tolleranza e di rispetto verso gli altri, e di disponibilità all’assorbimento: c’è tanto di “mediterraneo” nei trallalleri come nella cucina, come per contro l’architettura quattrocentesca piuttosto che la pittura genovese del ‘600 rendono visibile il segno ligure da Ajaccio a Castelsardo.L’appuntamento del 2004, che abbiamo chiamato:

TRIBALEGLOBALE,dalle alpi nel mare alla suggestione di Atlantide può essere un contributo a quel processo di crescita nel rispetto reciproco così drammaticamente necessario nei tempi difficili che viviamo.Il punto di partenza è l’Africa,cuore del novecento delle arti,ma anche emergenza drammatica con i suoi conflitti e le sue povertà ormai dentro le nostre case. Difficile non pensare a Picasso, Tapies , Giacometti quando si guardano le sculture Senufo o i tessuti Shoowa, per non parlare della musica…E’ evidente il debito che abbiamo verso quei popoli e verso le loro culture: quando l’occidente è andato in crisi in termini di appartenenze e di modelli le sue avanguardie più sensibili, gli artisti, hanno istintivamente guardato all’Africa per rendere concreto e condivisibile quel bisogno di assoluto che è dentro ogni opera d’arte.Pare che un atteggiamento artistico teso alla raffigurazione dell’”involucro” uomo e del suo universo (rappresentati in modo via via più lontano e distorto dalla realtà ) abbia lasciato posto a un’arte tesa a cogliere e comunicare l’essenza misteriosa dell’essere umano, e delle sue interazioni libere da vincoli spazio-temporali: difficile non essere in questa dimensione affascinati dal nesso profondo , ad esempio, tra l’arte africana e il bisogno di “andare oltre” del Movimento Spazialista.Un atteggiamento di conoscenza e di attenzione verso quelle culture, la consapevolezza che esse non si possono liquidare come “folklore primitivo” da riprodurre sulle borse delle signore in cerca di quell’etnico così di moda è indispensabile per comprendere e governare i mutamenti profondi che ormai agiscono nella vita di ognuno di noi. Il progetto prevede la presentazione di diverse sezioni legate alle arti visive del novecento e contemporanee amalgamate tra loro grazie a un filo rosso che è l’arte africana. Il dialogo tra i diversi artisti contemporanei e del novecento avviene con la presenza garante degli archetipi dell’arte primaria.
Ogni spazio è pensato con una dimensione musicale scelta per assonanza ma anche intrecciando luoghi ed esperienze: la musica sarda nello spazio savonese e così via, alla ricerca di un’armonia che nasce proprio da una decontestualizzazione che rende evidente proprio il riferimento ad archetipi condivisi. La presenza di odori segnerà con gli stessi criteri il percorso, e prevediamo una dimensione enogastronomica strutturata con le stesse caratteristiche...

In ogni spazio espositivo sarà presente un terminale che consenta di interagire con le altre realtà in tempo reale attraverso il sito attivato per l’occasione www.tribaleglobale.info e di dialogare in modo strutturato con i laboratori dell’Accademia degli Accesi, in modo da fare memoria di eventuali contributi che nascano nelle singole realtà: l’obiettivo è lasciare una traccia che consolidi i legami tra le diverse realtà e fornisca alle stesse strumenti e conoscenze.Una adeguata promozione trasformerà questi eventi in altrettante finestre sul mondo .Il sito infatti consentirà a chiunque di visitare le diverse esposizioni on line, e di partecipare agli eventi che saranno di volta in volta realizzati.

E’ previsto un catalogo cartaceo diviso in diverse sezioni: - la raffigurazione delle opere esposte nelle singole sezioni - alcuni testi introduttivi che analizzano i diversi aspetti dell’esposizione dal punto di vista generale, etnologico, estetico e musicologico: abbiamo chiesto la collaborazione di diversi studiosi tra cui Massimo Cacciari, Vittorio Sgarbi, Aldo Tagliaferri, Luca Luigi Cavalli Sforza - alcune note storico informative sui luoghi della mostra - una raccolta di immagini e contributi nati dalle singoli esposizioni - è inoltre previsto un catalogo multimediale diviso in due sezioni: 1) la presentazione dell’evento 2) le testimonianze nate durante l’esposizione.

I LUOGHI

Ajaccio, sito archeologico di Filitosa

Albenga, Museo Archeologico

Albissola Mare, Museo della Ceramica, Museo Arte Contemporanea, Casa Jorn, Studio Fontana

Castelsardo, Castello dei Doria

Nizza, Oratorio della Providence

Savona, Museo Archeologico, Palazzo delle Azzarie

Ventimiglia, Forte dell'Annunziata

I MAESTRI DEL NOVECENTO

Giuseppe Capogrossi

Corneille

Roberto Crippa

Irina Ionesco

Lucio Fontana

Pietro Gatti

Wifred Lam

Piero Manzoni

GLI ARTISTI CONTEMPORANEI COINVOLTI

Clarindo Bassani

Franco Biagioni

Cristina Cambiganu

Simone Canepa

Giancarlo Capricci

Luisella Carretta

Renzo Cassini

Saverio Chiappatone

Gilgogue

Guido Giordano

Jean Gaudaire Thor

Ewa Mari Johannsson

Sandro Lorenzini

Ruth Lustenberger

Giuliana Marchesa

Antonella Martinetto

Beppe Massimi

Caterina Meyer de Maroto

Ennio Fioramonti

Majorie Gaggino

Nadia Giannelli

Guy Ontillera

Jacopo Tuzza

Pino Venditti

In tutti gli spazi saranno esposti manufatti africani antichi in legno, metallo, terracotta e tessuto.

La scelta del particolare tipo di opere contemporanee sarà determinata dal tema specifico della sezione: ad esempio a Castelsardo, dove esiste un ottimo museo dell’intreccio, proporremo i tessuti Shoowa (realizzati in rafia), ma anche, considerando lo spazio espositivo disponibile, una selezione di antiche sculture così simili a certi manufatti antichi dell’isola ( che suggestione l’idea di Altantide Sarda!).
Naturalmente il Maestro del Novecento sarà Capogrossi, mentre gli artisti contemporanei saranno presenti in modo da determinare una “installazione complessiva” che diventa un’opera in se.
Se le risorse ce lo consentiranno, prevediamo di presentare tutti i concerti (di musiche occitane, liguri, corse e sarde) in tutti gli spazi espositivi, e prevediamo una serie di contributi storico-culturali da condividere in teleconferenze originate ognuna da uno dei luoghi dell’esposizione, e in relazione allo specifico argomento del sito. Concorderemo naturalmente con i responsabili dei singoli spazi il complesso delle iniziative, anche per cogliere ogni contributo che possa nascere dal territorio

LA COMUNICAZIONE

Oltre alla dimensione internet, prevediamo una comunicazione tradizionale così strutturata: un ufficio stampa centrale e un referente in ogni luogo a partire da gennaio, al fine di potere raccogliere ogni informazione e veicolarla in modo ottimale: a questo proposito ogni luogo avrà un indirizzo di posta elettronica autonomo riferito al sito (ad esempio albissola@tribaleglobale.info etc). Sempre da maggio forniremo un terminale in rete per ogni realtà. Da maggio inoltre ogni luogo avrà una sezione autonoma sul sito , che verrà adeguatamente pubblicizzata in modo da creare interesse e generare contributi.Una serie di strumenti cartacei con l’immagine istituzionale della mostra (manifesti, cartoline, adesivi ..)e ogni luogo avrà una variante grafica specifica evidenziata.Sempre in questo periodo inizierà la campagna stampa, con particolare attenzione ai diversi quotidiani locali e alle riviste nazionali ed europee di target.Per le televisioni il referente sarà un importante network che opera anche sul satellite.

I MUSICISTI COINVOLTI

Concordu di Castelsardo

Gai Saber per la musica occitana

Voceventu per la musica corsa

La compagnia Sacco per la musica ligure

LEGGI DOC.2